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Corte la Colombina 1999

via Ca' Rossa, 21,23,25,27 – Fossanova S. Marco (Fe)
Risanamento conservativo di corte colonica


Il tessuto immobiliare che ci circonda è ormai composto da nuove edificazioni/cementificazioni, che si sostituiscono ai pochi residuati colonici vetusti ed in precario stato di conservazione, ma che rappresentano l'anima delle nostre terre, una traccia del nostro recente passato, un evidente segnale per le nostre coscienze che ci indica chiaramente da dove veniamo e dove stiamo andando.
Intervenire su tali immobili, spesso spaventa economicamente i proprietari che, timorosi delle difficoltà che ciò comporta, lasciano degradare anche quel poco che poteva essere salvato.
Riportare alla vita una corte colonica può essere un'esperienza straordinaria per la miriade di aspetti che ciò implica.
Da un punto di vista umano, immaginando come come doveva essere in origine la vita inserita nella stessa, si può assistere ad una scena  che ci proietta immediatamente dall'apparente stato di degrado ad un'immagine chiara e limpida dell'obiettivo da raggiungere.
Da un punto di vista squisitamente tecnico, permette di mettere in gioco ciò che di meglio la scienza del restauro ha da offrire mediante tecnologie biocompatibili.
Da un punto di vista economico, con un approccio corretto, è indubbio l'utile che l'operazione comporta, trasformando immobili, spesso abbandonati, di valore irrisorio in esempi di storia che superano per valore, in maniera più che appagante, la somma investita.

Esterni e particolari come erano prima
 
Esterni come sono adesso

L'edificio in questione, che in passato aveva come ruolo l'alloggio delle famiglie dedite alla lavorazione dei terreni circostanti, con annessa stalla e ricovero attrezzi, era sostanzialmente costituito da un unico fabbricato suddiviso a casseri, divisi da muratura portante in mattoni pieni.
Lo stato di conservazione evidentemente compromesso ha imposto un intervento di restauro, per il quale si è cercato di rispettare un uso biologico dei materiali.
L'individuazione delle unità immobiliari è stata suggerita dallo stesso immobile e si è trovata dislocando un'unità abitativa in ogni cassero, disposta in verticale, con zona giorno al piano terra e zona notte al primo piano; ciò ha permesso di rispettare le strutture portanti preesistenti e di evitare compenetrazioni tra un'unità e l'altra.
La dislocazione di una scala funzionale nella parte centrale del cassero  ha permesso di arricchire architettonicamente ogni unità abitativa ed al contempo di apportare luce alle stanze limitrofe che si sono trovate ad essere contenute dalle pareti finestrate.

Interni e particolari come sono adesso
 
Studi tridimensionali